Sisma Emilia-Romagna 2012: nuovi tempi e modalità per completare la ricostruzione

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Dopo il terremoto che nel maggio 2012 ha colpito sessanta comuni delle province di Modena, Ferrara, Reggio Emilia e Bologna, l’Emilia-Romagna si avvia verso la conclusione del più ampio programma di ricostruzione mai avviato in regione.

Il passaggio dallo “stato d’emergenza” allo “stato di ricostruzione”, previsto dalla Legge di Bilancio in fase di approvazione in Parlamento, apre la strada a nuove modalità operative e a un consolidamento dei lavori già avviati.

Tutte le novità previste

Continuità e consolidamento della ricostruzione

La regione conferma la piena continuità della ricostruzione post-sisma per i prossimi due anni. Il sistema normativo e le ordinanze resteranno pienamente operativi, permettendo di completare tutti gli interventi avviati, consolidare le buone pratiche sviluppate negli anni e garantire una rendicontazione completa delle risorse pubbliche impiegate. Il percorso di ricostruzione continuerà quindi grazie alla collaborazione tra istituzioni centrali, enti locali, professionisti, cittadini e imprese.

Proroga condizionata dei cantieri MUDE

La Struttura Commissariale della Regione Emilia-Romagna ha approvato l’Ordinanza n. 11/2025, con cui viene prorogato al 31 dicembre 2026 il termine straordinario di completamento delle pratiche MUDE (Ordinanze nn. 29, 51 e 86/2012 e s.m.i.), precedentemente fissato al 31 dicembre 2025.

La proroga, tuttavia, è condizionata al rispetto di due requisiti:

  • Alla data del 31 marzo 2026 sia stato depositato il primo SAL attestante un avanzamento dei lavori oppure risulti almeno in essere un titolo abilitativo efficace, con inizio dei lavori antecedente o pari al 31 marzo 2026. In caso contrario si avvia il procedimento di revoca del contributo, con diffida ai beneficiari e termine massimo di sessanta giorni per adempiere.
  • Per le pratiche che non rientrano nel punto precedente, entro lo stesso termine del 31 marzo 2026 deve essere stata almeno richiesta e autorizzata l’anticipazione per spese tecniche e/o lavori (c.d. SAL 0); in caso contrario il provvedimento di concessione si intende archiviato d’ufficio, con decadimento dei relativi importi senza ulteriori adempimenti da parte dei Comuni.
ricostruzione post-sisma in Emilia-Romagna entra nella sua fase finale

Contributo straordinario per completare i lavori
In continuità, la Regione ha pubblicato l’Ordinanza n. 12/2025, recante “Criteri e modalità di assegnazione di un unico contributo aggiuntivo straordinario per il completamento degli interventi di ricostruzione di edifici a prevalente uso abitativo”.

La misura è finalizzata a sostenere il completamento degli interventi ancora in corso o non avviati, anche alla luce della prossima cessazione delle agevolazioni fiscali collegate al Superbonus e delle criticità economiche emerse negli ultimi anni. L’ordinanza definisce:

  • i criteri e le condizioni di accesso al contributo;
  • le modalità di presentazione delle domande;
  • i parametri per la determinazione del contributo aggiuntivo, con particolare riferimento agli interventi la cui istanza di saldo finale del contributo MUDE sarà presentata dopo il 31 dicembre 2025.

I dati e i risultati della ricostruzione

L’Assessore Regionale Baruffi ha sottolineato l’impegno a migliorare le norme per accelerare la ricostruzione privata e pubblica, sfruttando anche le possibilità offerte dal Superbonus per altre tipologie di interventi. I dati aggiornati al 30 settembre 2025 mostrano progressi significativi:

  • Cantieri in corso: da 414 a 388 (–6%)
  • Cantieri non ancora avviati: da 158 a 134 (–15%)
  • Cantieri conclusi: da 9.225 a 9.270

In totale, sono stati completati lavori su edifici abitativi per oltre 2,9 miliardi di euro, con un rapporto tra lavori eseguiti e contributi concessi che raggiunge il 95,2%.

La ricostruzione post-sisma in Emilia-Romagna sta quindi entrando nella fase finale per quanto riguarda le opere MUDE, ossia dei privati cittadini, con tempi più flessibili, supporto tecnico potenziato e contributi straordinari a favore dei cantieri ancora attivi.

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